Scordatevi “l’uomo dei pacchi”, l’ispettore di Distretto di polizia, qui
siamo a teatro e Max Giusti ha modo di dar sfogo a tutto ciò che pensa,
ha modo di esporre tutta la sua creatività di fronte a un pubblico, a
volte un po’ timido, ma con il quale è in grado di interagire e
scherzare. Dal vivo Max (“Più de Massimijà non me ce hanno mai
chiamato”), orginario di Roma, zona Trullo, fa tutto un altro effetto!
Si ride, e lo si fa davvero, e quando Max non riesce ad afferrarti,
causa mischia o perché non eri proprio d’accordo con quella determinata
idea, lui si prende in giro da solo e a quel punto le tue labbra
inevitabilmente si increspano a mostrare tutti i denti.
Max Giusti in questo spettacolo si cala nei panni di un
supereroe andando a calcare il palco All’ombra del Colosseo con
rinnovato vigore. Praticamente non smette mai di muoversi
durante l’arco dell’intero show cantando una canzoncina per l’occasione
la cui prima strofa inizia con “Super Max” e procede con il signor
Giusti che salta tirando un pugno all’aria. Probabilmente le risate
sarebbero state maggiori se accompagnate da una bella calzamaglia, ma
pur senza questo tipo di soddisfazione riesce comunque a coinvolgere il
pubblico romano grazie a numerose gag relative alla città. Frasi del
tipo: “Come è possibile che dovunque, ma proprio dappertutto, quando
giri per Roma incontri un cartello che dà indicazioni per raggiungere
l’Autidorium?”
Ovviamente le imitazione dei politici, come in tutti gli spettacoli made in Italy, regnano sovrane: tra le tante, se proprio c’è bisogno di dirlo, vince quella di un Berlusconi perennemente pronto a negare l’evidenza; lo accompagnano Di Pietro, che non è in grado di articolare frasi (figuriamoci concetti!), e Bossi, impossibile da capire senza l’ausilio di un traduttore.
Interessante l’utilizzo dei testi musicali per chiudere un discorso o dare risposte ai problemi attuali, non per il fatto che sia un’idea originale – dato che viene utilizzata da molti comici – ma per quell’abilità canora che non ti aspetti. Max Giusti oltre a saper far ridere, imitare e creare parodie sui “teorici appartamenti in vendita a quindici minuti dal centro” si dimostra decisamente in grado di cantare. Lo showman regala due ore di spettacolo in cui si ride volentieri e con piacere. Saprà adattarsi a un pubblico composto da “non romani”? Staremo a vedere.
SuperMax, due ore di super risate
Di e con: Max Giusti
Dal 28 al 31 Luglio
All’Ombra del Colosseo
via di San Gregorio – Parco del Celio
Ovviamente le imitazione dei politici, come in tutti gli spettacoli made in Italy, regnano sovrane: tra le tante, se proprio c’è bisogno di dirlo, vince quella di un Berlusconi perennemente pronto a negare l’evidenza; lo accompagnano Di Pietro, che non è in grado di articolare frasi (figuriamoci concetti!), e Bossi, impossibile da capire senza l’ausilio di un traduttore.
Interessante l’utilizzo dei testi musicali per chiudere un discorso o dare risposte ai problemi attuali, non per il fatto che sia un’idea originale – dato che viene utilizzata da molti comici – ma per quell’abilità canora che non ti aspetti. Max Giusti oltre a saper far ridere, imitare e creare parodie sui “teorici appartamenti in vendita a quindici minuti dal centro” si dimostra decisamente in grado di cantare. Lo showman regala due ore di spettacolo in cui si ride volentieri e con piacere. Saprà adattarsi a un pubblico composto da “non romani”? Staremo a vedere.
SuperMax, due ore di super risate
Di e con: Max Giusti
Dal 28 al 31 Luglio
All’Ombra del Colosseo
via di San Gregorio – Parco del Celio